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recensione muori per me di elisabetta cametti

Muori per me / Elisabetta Cametti

Recensione Muori per me di Elisabetta Cametti. Ho già parlato spesso dei thriller a sfondo storico di questa bravissima autrice. Questo romanzo non fa parte delle due serie alle quali ci siamo affezionati, ovvero la serie K e la serie 29. Si tratta di una storia a sé, dedicata a temi di strettissima attualità.
La lettura è stata avvincente, scorrevole, intrigante e alla fine anche molto commovente. Ho vissuto tante emozioni grazie ai personaggi, specialmente femminili, che tante volte durante la lettura vorresti abbracciare.
Il fulcro della vicenda e l’aspetto che ho più amato è il rapporto tra le due sorelle Ginevra e Francesca, completamente diverse tra loro ma così unite nel profondo. Ho amato il rapporto che si crea tra alcune donne che si scorpono fortissime e pronte a tutto, anche al sacrificio più grande, per difendere la propria dignità e la propria libertà.
L’intreccio è avvincente e i colpi di scena si susseguono con sorprese fino all’ultima pagina.
Cametti, grande esperta di cronaca, ci accompagna nel mondo apparentemente dorato delle influencer, dei party esclusivi e degli abiti da sogno. Una realtà popolata spesso da personaggi estremamente ricchi e potenti, capaci di trasformarsi in orchi.
La storia ricorda tanti casi di cronaca di questi tempi.
Come sempre, Elisabetta Cametti sa far vivere al lettore i luoghi in cui si svolgono le vicende. Questa volta il libro è ambientato a Milano, in una villa sul lago di Como, fino alle montagne dell’Engadina.
Secondo me merita una nota particolare lo stile di scrittura: Cametti sa essere molto cruda quando la storia lo richiede, ma anche estremamente sensibile. Si passa da scene veramente forti a immagini che sono certa vi strapperanno una lacrima.

I social e il loro potere, ma anche il “lupo” che c’è dentro di noi

Ho anche riflettuto sul messaggio che ho colto e credo sia importante: a cosa saremmo disposti pur di avere successo? E quanto male c’è pronto a esplodere in ciascuno di noi? Ci portiamo tutti dentro il “Lupo” che vive nel marito di Ginevra?
Potremmo poi discutere all’infinito del ruolo dei social.  Sono un mezzo che spesso distorce la realtà, mostrando un mondo che non esiste. Ma anche un potente mezzo di comunicazione, se usati con intelligenza, come dimostra il libro.
Ho amato molto tutti i personaggi e mi sono affezionata a Emily e Julia, ma anche Bea è nel mio cuore. Avrei voluto sapere qualcosa di più sull’investigatrice Annalisa Spada e su suo figlio Andrea, ma spero che il “non detto” alla fine della storia equivalga a una promessa di ritrovarli in un prossimo libro, perché credo che abbiano ancora molto da dire.

La trama

Notte fonda, una ragazzina chiama la polizia: sua madre è scomparsa. Si tratta dell’assistente personale di Ginevra Puccini, una delle fashion blogger più famose al mondo. Il corpo di Julia viene trovato nelle acque del lago di Como, insieme a quello di altre quattro donne. I cadaveri presentano ulcere evidenti su pelle e mucose, una reazione allergica rara, causata da una sostanza sconosciuta, come accerta l’autopsia.
Gli indizi, che puntano tutti a un unico colpevole, diventano una prova con la scoperta dell’arma del delitto. Quando il caso sembra chiuso, però, sulle pagine social di Ginevra Puccini compaiono dei video sconvolgenti: lei conosce il nome delle vittime non ancora identificate, la loro storia e il gioco perverso che le ha uccise. Ma Ginevra non si trova.
Potrebbe essere il carnefice o la prossima vittima. La cerca la polizia. La cerca la sua famiglia. La cerca chi vuole metterla a tacere.
Quelle immagini denunciano un sistema di corruzione e comando, rivelando la linea di sangue che conduce tra i rami di una famiglia potente e dentro una delle più importanti maison della moda internazionale. Dove forze dell’ordine e giustizia non sono mai riuscite ad aprirsi un varco, sono quei post a fare vacillare l’impero.
Perché c’è una voce che i soldi e il potere non possono ridurre al silenzio, quella che rimbalza sui social network e diventa virale. Una voce che neanche la morte può fermare.
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