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recensione resto qui di marco balzano

Resto qui / Marco Balzano

«Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare»

Recensione Resto qui di Marco Balzano. La Storia e la vita di una donna, che difende la propria identità e il proprio paese. Trina, protagonista di questo indimenticabile romanzo, è uno di quei personaggi che entrano dritti nel cuore.

Con tutta la forza delle parole, in una sorta di lettera a una figlia strappata quando era ancora molto piccola, Trina racconta. La sua storia, ma anche quella di Curon, il paese del Sudtirolo sommerso per un assurdo progetto, in nome del progresso.

Trina è una donna che resta nel proprio paese. Decide di diventare una maestra perché riconosce la forza delle parole. Nonostante il fascismo glielo impedisca, continua a insegnare. Arriva la guerra, con il suo orrore. Passata la tempesta, pur nella consapevolezza di essere ormai irrimediabilmente cambiata, cerca di tornare alla normalità.

Proprio in quel momento, però, riprendono i lavori per la realizzazione della diga che sommergerà il paese. E gli appelli degli abitanti, le proteste, le manifestazioni non servono a nulla. Curon scomparirà.

La scrittura di Balzano, che ho già potuto apprezzare nel suo romanzo “L’ultimo arrivato“, pur nell’essenzialità, sa descrivere perfettamente e far vivere al lettore il gelo dell’alta montagna, l’armonia dei prati. Descrive perfettamente la vita di persone normali sulle quali si abbattono gli eventi della Storia. Soprattutto, ne evidenzia la dignità e la forza nell’affrontare decisioni che arrivano dall’alto e contro le quali nulla possono.

Restare è resistere, affermare la propria identità e la propria esistenza.

Resto qui è stato finalista al Premio Strega 2018.

La trama

Quando arriva la guerra o l’inondazione, la gente scappa. La gente, non Trina. Caparbia come il paese di confine in cui è cresciuta, sa opporsi ai fascisti che le impediscono di fare la maestra.

Non ha paura di fuggire sulle montagne col marito disertore. E quando le acque della diga stanno per sommergere i campi e le case, si difende con ciò che nessuno le potrà mai togliere: le parole.

«Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare».

Qui il link al sito della casa editrice Einaudi

 

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