La ragazza nella nebbia

La ragazza nella nebbia / Donato Carrisi

Il circo mediatico e i casi di “nera” che diventano show

RECENSIONE LA RAGAZZA NELLA NEBBIA DI DONATO CARRISI. Scorre veloce come un thriller americano l’ultimo romanzo di Donato Carrisi. Un libro il cui significato mi è apparso molto più chiaro dopo aver incontrato l’autore in occasione di un dibattito con Luca Telese e Gianluigi Nuzzi su cronaca nera e tv.

Un caso che ricorda quello terribile di Yara Gambirasio, un’adolescente senza ombre, proveniente da una famiglia irreprensibile che sembra sparire nel nulla. Ma del caso simile a quello di Yara (e anche di quello della piccola Sara Scazzi), Carrisi racconta soprattutto il circo mediatico, senza risparmiare giornalisti, soprattutto televisivi, ma anche giudici e investigatori, nell’ansia di trovare un colpevole ad ogni costo.

Allusioni anche alle recenti indagini basate su Dna e prove scientifiche ritenute inconfutabili vengono fatte più volte, mettendone però in luce tutta la debolezza e la non assolutezza. Ci sono le vicende più intime e drammatiche che diventano materiale da talk show, la privacy violata e spettacolarizzata, vittime di una vicenda terribile che diventano in un istante come personaggi pubblici.

Per il resto, sulle abilità di scrittura di Carrisi non ci sono dubbi. La trama del thriller in sé è tuttavia piuttosto debole e i personaggi, volutamente stereotipati, appaiono stucchevoli. Poco importa alla fine chi sia l’assassino, aspetto che secondo me non interessava nemmeno l’autore, data l’ultima scoperta a “effetto” che sembra proprio un escamotage per uscire dal tunnel e dare un finale credibile alla storia.

Da leggere perché comunque pone temi attuali e importanti, soprattutto per chi lavora nel settore dell’informazione. E poi comunque come scende fresco come una bibita frizzante. Io l’ho divorato durante un viaggio in treno. Ma non uno dei migliori thriller di Carrisi. Il mio preferito rimane senza dubbio “Il tribunale delle anime”.

Sono in attesa di vedere il film, con Toni Servillo e Alessio Boni, che uscirà il 26 ottobre al cinema. La regia è di Carrisi.

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