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non dimenticarlo mai federica bosco

Non dimenticarlo mai / Federica Bosco

Non è mai troppo tardi per prendere una decisione se ti rende felice

Non dimenticarlo mai di Federica Bosco

Ho ascoltato l’audiolibro su Audible di questo romanzo, letto dalla voce dell’autrice Federica Bosco. Avevo già apprezzato il suo Ci vediamo un giorno di questi.

Cercavo qualcosa di leggero da ascoltare durante gli spostamenti in macchina o durante le mie passeggiate. Ho trovato un romanzo che irrompe con la forza della verità e della sofferenza. L’ho scoperto però solo con la lettura. Inizia come una storia che sembra già scontata. Una donna di 49 anni che allo scadere del tempo a disposizione scopre di voler più di ogni altra cosa diventare madre. La carriera di giornalista, la vita scintillante milanese, le amiche d’improvviso perdono ogni valore per lei, che vuole assolutamente un figlio. Proseguendo con la lettura, anzi, con l’ascolto, ho scoperto qualcosa di molto più profondo e che non può lasciare indifferente chi ascolta.

Il tema della maternità è uno dei più difficili e allo stesso tempo interessanti, almeno per me. Perché anche per scegliere di non diventare madre, bisogna comunque farci i conti, prima o poi. Se non altro, quando la natura dice che il tempo è scaduto. Senza contare chi passa la vita a ricordare a una donna che generare è il suo compimento naturale, la sua vocazione, la sua mission, spesso facendo domande indiscrete, invadenti e fuori luogo su una questione che dovrebbe essere la più privata che esiste. Non ti chiedono quanti soldi hai in banca, ma si permettono di fare battute sul fatto che non hai “ancora” avuto figli.

Senza divagare, la protagonista del libro vive un percorso difficilissimo, che la porterà però a ritrovare se stessa e a capire chi vuole essere veramente. Sono sempre stata certa del fatto che si possa essere madre in molti modi, anche senza partorire. Vice versa, ci sono madri, come Teresa, la madre di Giulia, la protagonista, che ha dato la vita ma non è mai stata una mamma per sua figlia. Madre è chi si prende cura, protegge, consola. Giulia vorrebbe però vivere l’esperienza meravigliosa di portare un figlio nel suo grembo e di costruire la famiglia che sogna e ha il coraggio di intraprendere un cammino che la cambierà per sempre.

La trama

La mattina del suo quarantanovesimo compleanno Giulia è seduta sullo sgabello della cucina a bere un caffè e, mentre contempla la nebbia dell’inverno milanese, viene travolta da un attacco di panico in piena regola. Lei, giornalista di costume in una rivista di grido, avverte all’improvviso la consapevolezza che la sua esistenza così com’è sembra non avere più alcun senso.

Un compagno da quattro anni, Massimo, anch’egli giornalista con una forte propensione all’indipendenza. La madre una giocatrice incallita dalla personalità crudele e affascinante da cui ha imparato a guardarsi le spalle. Qualche amica con cui condividere sfilate e pettegolezzi, un fratellastro amatissimo, un padre artista e sognatore, e questo è tutto.

Ciò che la sconvolge, però, è l’impellente desiderio di maternità mai provato prima, giunto molto oltre i tempi supplementari, che adesso le sembra l’unica ragione di vita. Le reazioni delle persone vicino a lei non sono incoraggianti e, accompagnata da un coro di «ma tu non ne hai mai voluti», Giulia si accinge non senza difficoltà a convincere il compagno a imbarcarsi nel complicato mondo delle cure per la fertilità, ispirata da un’idea di famiglia in cui crede ancora nonostante la sua infanzia passata a giocare a Barbie sotto i tavoli verdi.

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