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recensione l'estate che sciolse ogni cosa tiffany mcdaniel

L’estate che sciolse ogni cosa / Tiffany McDaniel

"Quando la luce s’offusca, ecco che può affiorare la violenza"

Recensione L’estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel. Ho iniziato questa lettura alla leggera, aspettandomi un libro piacevole e intrigante, come la trama prometteva. In realtà, mi ci sono voluti almeno due giorni per riprendermi. Soprattutto l’ultima parte è come una pugnalata, che arriva, dritta al cuore. E lascia attoniti.

I fili, le trame, i temi trattati sono tantissimi e mi hanno spinta prima di tutto a cercare un confronto con altri lettori. Perché l’esigenza è stata innanzitutto di capire, approfondire, riflettere. “L’estate che sciolse ogni cosa” ha colpito tutti, nel profondo. Sarà perché il Bene e il Male sono gli estremi della nostra esistenza, sono ciò che suscitano le domande più spaventose e inquietanti. Non aspettatevi risposte rassicuranti, perché non ne arriveranno. Non con questa lettura. Tutto inizia nel racconto leggero e colorato di una cittadina americana nel 1984, tra le tendenze dell’epoca e il contesto un po’ agée di negozi e abitudini.

Dall’arrivo di Sal, ragazzo dalla pelle nera e dagli occhi verdi, che si presenta come il diavolo, è un crescendo. O una continua discesa, agli inferi, per l’appunto. Il diavolo però non è chi si pensa. Il Male dilaga e annebbia le menti, come il caldo che divora la cittadina di Breathed. L’estate “sciolse ogni cosa”, a cominciare dall’equilibrio e dalla capacità di distinguere il bene dal male dei suoi abitanti.

Non voglio rovinare la lettura, perciò non rivelo nulla, ma veramente vorrei sentire la vostra.

Dopo aver studiato filosofia ed essermi per anni scervellata sulla domanda che ha la stessa età dell’umanità, il famoso “unde malum?”,  è ovvio che mi ponga una riflessione sull’eterno tema del male. Secondo me l’autrice dà spazio a diverse interpretazioni, espresse dalle voci di ciascun personaggio. Senza fare spoiler, mi chiedo: al di là della più letterale interpretazione secondo la quale siamo noi che possiamo diventare il diavolo in ciascun momento, è possibile giustificare ciò che si fa per seguire la massa in una sorta di allucinazione collettiva? E perché portarsi addosso comunque la colpa di un male non causato direttamente da noi come fa il protagonista? Quale prezzo ha la salvezza, alla quale tutti i personaggi anelano disperatamente?
Ho letto che questo libro è stato paragonato anche a un romanzo di Stephen King. Effettivamente è un paragone giusto: ritroviamo l’ambientazione in una cittadina di provincia, il Male che si insinua nelle vite dei protagonisti, un gruppo di ragazzi che perderanno per sempre l’innocenza.  E sono le figure dei giovani che fanno la grandezza di questa storia: Sal, Fielding, Grant, Dresden.

La trama

Ci sono estati che ti entrano sotto la pelle come ricordi eterni. Per il giovane Fielding Bliss quell’estate è il 1984, l’estate che cambierà per sempre la sua esistenza e quella di tutti gli abitanti di Breathed, Ohio. Qui, in una giornata dal caldo torrido, il diavolo arriva rispondendo all’invito pubblicato sul giornale locale da Autopsy Bliss, integerrimo avvocato convinto di saper distinguere il bene dal male, e padre di Fielding. Nessuno in paese si sarebbe mai aspettato che Satana avrebbe risposto. E tantomeno che si sarebbe palesato come un tredicenne dalla pelle nera e dalle iridi verdi come foglie, eppure quel ragazzo uscito dal nulla sostiene davvero di essere il diavolo.

A incontrarlo per primo è Fielding, che lo porta con sé a casa. I suoi genitori subito pensano che il giovane, che sceglierà di farsi chiamare Sal, sia scappato dalla propria famiglia, eppure le ricerche non portano a nulla, e in lui sembra esserci veramente qualcosa di impenetrabile e misterioso. Qualcosa che gli abitanti di Breathed non capiscono e li farà persuadere che quel ragazzo dalle lunghe cicatrici sulle spalle sia realmente quello che dice di essere: il diavolo.

Intanto, un’afa incredibile scioglie i gelati e i pensieri e confonde i rapporti e le certezze, il senso del bene e del male, dell’amore e della sofferenza, della fiducia reciproca e della paura. Lirico, struggente, sorprendente e davvero unico nel panorama contemporaneo, L’estate che sciolse ogni cosa è un romanzo di una bellezza folgorante che segna l’esordio di una nuova, grande voce letteraria, quella di Tiffany McDaniel.

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