La straniera / Claudia Durastanti

"Quando tutto cade, indomito l'amore resta"

La storia di una madre e di una famiglia in viaggio

Recensione La straniera di Claudia Durastanti. Con uno stile elegante e con ottima padronanza delle parole, l’autrice racconta della sua famiglia complicata e di un’infanzia vissuta in giro per il mondo. Due genitori sordi, in una relazione tormentata e burrascosa. E soprattutto una madre, coraggiosa ma anche ribelle, sfuggente, imprevedibile. Nipote di emigrati in America, sempre “straniera”, nel senso che questa parola ha assunto con Camus, tra gli States e la Basilicata, l’autrice racconta la difficoltà di sentirsi integrata.

I temi sono tanti. L’emigrazione, la vita degli italiani a New York, la situazione del Sud Italia, ma anche la disabilità e la diversità.

La storia è interessante, veramente ricca di spunti e di possibilità. Peccato che, dopo le prime pagine molto belle, il filo della narrazione si perde. Il risultato è un libro che a tratti sembra un diario, a tratti un saggio, spesso una serie di appunti che dovrebbero presupporre la stesura del romanzo finito.

Non si tratta di un flusso di coscienza  e nemmeno un percorso a ritroso nella mente (molti hanno paragonato La straniera a Lessico famigliare di Natalia Ginzburg) ma quello che mi è mancato è stato il coinvolgimento, “la storia”.

Tra Brooklyn e la Basilicata

Essere straniera è un concetto filosofico, un modo di essere. Ho apprezzato moltissimo le descrizioni dei luoghi, delle spiagge, del luna park a New York, della terra della Basilicata. Ci sono moltissime pagine di grande altezza. Per questo sono rimasta delusa del fatto di non essere stata così coinvolta e toccata da una storia che avrebbe avuto tutti gli elementi per commuovere e appassionare.

Credo che questo libro “racconti” molto, ma stranamente e incomprensibilmente emozioni e ci faccia vivere veramente poco.

Le mie recensioni degli altri finalisti al Premio Strega 2019:

Fedeltà di Marco Missiroli

Addio Fantasmi di Nadia Terranova 

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