04 Mar Guida il tuo carro sulle ossa dei morti / Olga Tokarczuk
Una intrigante e profonda fiaba noir
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk
Un romanzo che sembra una fiaba noir, con protagonista una strega moderna (nel senso buono, io amo le streghe). Una storia che parla di ambiente, del sempre più attuale tema del rapporto tra esseri umani e animali. La scrittura di Olga Tokarczuk è come un incantesimo, che mi ha trascinata con sè sull’altopiano per vivere una storia che solo all’ultimo si rivela interamente.
Il libro pone anche il problema di chi vive ai margini e di come la società guardi con disprezzo chi non è uniformato o si presenta come “strano”.
L’autrice sa coinvolgere già dalla prima persona, portando i lettori nella mente di Janina, così anche noi ci incamminiamo di notte sotto la neve a porgere l’ultimo saluto al vicino (nemmeno così vicino) morto improvvisamente.
La protagonista è una ex insegnante appassionata di William Blake. L’autore inglese con il simbolismo e la capacità di far parlare la natura va ben oltre la mera citazione (titolo del romanzo compreso), ma pervade la storia con forza e potenza.
Adorabili anche i personaggi, dai nomi che li fanno diventare veri protagonisti di una fiaba: Bietolone e Boros sopra tutti. E poi la passione per l’astrologia, che colloca Janina in una dimensione metafisica.
La trama
Janina Duszejko, insegnante d’inglese e appassionata delle poesie di William Blake, è un’eccentrica sessantenne che preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini.
Crede nell’astronomia come strumento per porre ordine nel caos della vita. Quando alcuni cacciatori vengono trovati morti nei dintorni del suo villaggio, Janina si tuffa nelle indagini, convinta com’è che di omicidi si tratti.
Con la sua prosa precisa e pungente Olga Tokarczuk ricorre ai modi del noir classico per virare verso il thriller esistenziale. Affronta temi come la follia, il femminismo, l’ingiustizia verso gli emarginati, i diritti degli animali. Surreale, acuto, melanconico, sconcertante, il suo romanzo interroga il presente anche quando sembra parlare di tutt’altro.
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