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recensione l'apparenza delle cose

L’apparenza delle cose / Elizabeth Brundage

"Sono le case a scegliere i proprietari. E quella casa aveva scelto loro."

Recensione L’apparenza delle cose di Elizabeth Brundage.

Se, come si legge in questo thriller letterario e psicologico, le case scelgono gli abitanti, credo anche che i libri scelgano i propri lettori. Il titolo e la copertina mi avevano colpita già qualche anno fa. Poi, quando era il momento di acquistare qualcosa da leggere, me lo dimenticavo sempre. Recentemente però l’ho ritrovato grazie a una segnalazione in un gruppo Facebook di lettori. E così mi ha tenuto compagnia nei giorni prima e dopo il Natale.

La lettura in alcuni punti diventa un’ossessione. Le vicende delle due famiglie spezzate dalla tragedia che abitano, prima una e poi l’altra, un’antica fattoria nella campagna immensa e sperduta d’America sono drammatiche e inquietanti.

Ho sempre pensato che le vecchie case continuino in qualche modo a conservare le tracce di chi vi ha vissuto. In questo libro non si parla espressamente di fantasmi, ma il riferimento a presenze extrasensoriali è costante. E lo è anche il riferimento a una vita dopo la morte è in qualche modo consolante più che inquietante. I veri crudeli sono i vivi, non gli spiriti delle due donne, le due madri che non hanno potuto vedere crescere i loro figli a causa dei rispettivi mariti.

I tre ragazzi Hale sono personaggi stupendi, come  la signora Clare, Justine e Bram, Willis. La scrittura è di altissimo livello e i riferimenti letterari e artistici e, naturalmente, filosofici, offrono un valore aggiunto fondamentale alla storia.

Mi sono chiesta il senso del titolo.

Nella versione originale è “All things cease to appeare”, tradotto come “L’apparenza delle cose”. Sicuramente la storia analizza il rapporto tra l’apparenza delle persone, come ad esempio il professore Clare, e la loro vera essenza. Ma credo che vada anche più in là: analizzando il legame tra quello che ci appare, la realtà che è sotto i nostri occhi, e ciò che accade “al di là” delle nostre esperienze sensoriali.

Veramente non vi voglio rovinare la sorpresa con troppi commenti e osservazioni, ma se lo leggerete sarò lieta di discuterne con voi sui social.

Un altro capitolo interessante da aprire insieme e magari lo faremo prossimamente insieme è quello purtroppo sempre attuale della violenza domestica e dei tanti “Doctor Jekyll e Mister Hyde” che si celano dietro a padri e mariti di esemplari famiglie borghesi.

Sarebbe anche interessante approfondire il legame tra colpa ed espiazione. Salvarsi dal verdetto di un tribunale è per forza una vittoria?

Presto una serie Netflix!!!!

Ultimissima news: dal sito dell’autrice Elizabeth Brundage  ho scoperto che Netflix sta girando una serie dal titolo “Things Heard and Seen” basata proprio su questo libro. Non vedo l’ora di vederla. Al momento sono riuscita a scoprire solo che gli attori protagonisti sono James Norton e Amanda Seyfried per la regia di Robert Pulcini and Shari Springer Berman.

Le riprese sono iniziate nell’ottobre del 2019.

La trama

Un tardo pomeriggio d’inverno nello stato di New York, George Clare torna a casa e trova la moglie assassinata e la figlia di tre anni sola – da quante ore? – in camera sua. Da poco ha accettato un posto di insegnante di Storia dell’arte in un college locale, e si è trasferito con la famiglia in una fattoria che le voci di paese vogliono «stregata»: pochi anni prima, è stata al centro di un altro fatto di sangue, la morte di una coppia di agricoltori, che ha lasciato tre figli adolescenti.

George diventa subito il sospettato numero uno, e mentre i suoi genitori tentano di salvarlo dalle accuse, e lo sceriffo cerca prove di colpevolezza, la cittadina opta per un intervento soprannaturale, che sembra confermato da strane apparizioni di oggetti, gelide folate di vento.

I tre ragazzi orfani si ritrovano presto invischiati nel mistero, visto che l’omicidio è avvenuto in quella che era la loro vecchia casa d’infanzia.
In questo appassionante noir ricco di riferimenti artistici e filosofici, seguiamo la storia di due famiglie, l’intreccio delle loro vite, il ritratto complesso di un matrimonio, e uno studio delle ferite che segnano un’intera comunità.

Con una scrittura semplice e suggestiva, Elizabeth Brundage ci regala un thriller straordinario, un romanzo dai tocchi gotici potente e bellissimo, capace di incantare il lettore fino all’ultima pagina.

Qui il link al sito della casa editrice Bollati e Boringhieri 

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