Dentro l’acqua / Paula Hawkins

Le "donne che portano guai" e la lotta per la verità

RECENSIONE DENTRO L’ACQUA DI PAULA HAWKINS

Dopo il successo mondiale de La Ragazza del treno  Paula Hawkins torna con un nuovo romanzo, già definito (secondo me con un po’ troppo entusiasmo) il caso letterario dell’anno. Inizialmente ho faticato a “entrare” nella storia, sarà che la narrazione a più voci non è esattamente il mio stile preferito, sarà che in questo caso le voci sono un po’ troppe, ma comunque dopo le prime 150 pagine mi sono fatta prendere dalla storia. Anche in questo libro ci sono le donne “che portano guai”, quelle che non si allineano agli stereotipi e scavano sempre oltre alle apparenze. La Santa Inquisizione le torturava e le ammazzava, ma anche oggi la “caccia alle streghe” non è certo finita.

Mi sono piaciuti molto i personaggi femminili, soprattutto delle due sorelle protagoniste, Jules e Nel e della giovane Lena, figlia di Nel. Avrebbe meritato forse più spazio Erin, l’investigatrice. Attraversa tutta la storia l’immagine dell’acqua che ritorna continuamente come elemento di morte, ma anche di purezza, di libertà. Quello che non mi è piaciuto è l’eccessiva “frammentazione” della narrazione. Purtroppo credo che il paragone con La Ragazza del treno non regga.

TRAMA

Jules torna al paese in cui la sua famiglia trascorreva l’estate tanti anni fa per l’improvvisa morte di sua sorella Nel, alla quale non parlava da anni. Tutto fa pensare che la giovane fotografa, affascinante e un po’ naif, si sia tolta la vita gettandosi nello “Stagno dei suicidi”, un’ansa naturale del fiume che attraversa il paese, nel quale numerose donne si sono tolte la vita.

Nel era da sempre stata incuriosita e attratta da quelle morti, iniziate già molti anni prima, con l’annegamento di una ragazzina accusata di stregoneria. Jules deve anche fare i conti con sua nipote Lena, un’adolescente chiusa e scontrosa che deve affrontare il dolore della perdita della madre e della sua migliore amica, anche lei annegata nel fiume. Presto però iniziano a emergere segreti che gettano una nuova inquietante luce su quei suicidi di donne “che portano guai”.

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