Marina Bellezza / Silvia Avallone

Un romanzo che parla della provincia, tra la voglia di scappare e quella di tornare

Marina Bellezza, secondo romanzo di Silvia Avallone, dopo “Acciaio” che già mi era piaciuto moltissimo, mi ha particolarmente toccata, perché tratta temi molto vicini a me. Sia per l’ambientazione: il biellese, dove è nata la prima tv locale, provincia che ha particolarmente risentito della crisi, e le sue montagne, spopolatesi nei decenni del boom economico ma che ora tornano a essere rifugio per molti giovani. Sì, perché la città è sempre più irraggiungibile con gli affitti alle stelle, le possibilità di lavoro che ormai scarseggiano sempre più. La montagna offre la possibilità di trovarsi una casa, di inventarsi una professione, magari andando a recuperare mestieri di un tempo. Ambizioni e paura, voglia di volare e desiderio di tornare sono i temi di questo romanzo che narra l’ascesa di una bella e dotata ragazza di provincia che vuole ad ogni costo diventare una star. Accanto a lei ci sono storie di altri giovani, tra cui quella del suo più grande amore, che però la terrebbe legata a una vita che a Marina va troppo stretta. Nel complesso è un romanzo scritto bene e, direi, anche “cinematografico”. Molto diverso da “Acciaio”, con i forti temi trattati, ma comunque coinvolgente.

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