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recensione sabotaggio arturo pérez-reverte

Sabotaggio / Arturo Pérez-Reverte

Una storia affascinante

Recensione Sabotaggio di Arturo Pérez-Reverte. Premetto di non amare le spy story, ma questo romanzo mi è stato consigliato da Matteo, della Libreria Mondadori di Verbania che ringrazio. Mi sono fidata di lui e ho fatto bene. Ho scoperto solo successivamente che si tratta del terzo capitolo di una trilogia dedicata al protagonista Lorenzo Falcó, viveur e spia franchista. Ma non importa, dalla prima pagina mi sono immersa perfettamente nella storia.

La vicenda è preceduta da una scena di azione che introduce bene nel clima e che mi ha portata tra Biarritz e San Sebastian, luoghi meravigliosi per i quali sarei partita immediatamente. Subito dopo, però, Falcó deve partire per Parigi. Si sa, con me la capitale francese vince facile.

I personaggi

In questo libro i personaggi si muovono prevalentemente per la Parigi notturna, tra le ombre di Saint-Germain e i locali bohémien dove si possono incontrare i grandi personaggi dell’Europa letteraria e artistica del 1937. Compaiono Pablo Picasso e Marlene Dietrich, ma anche altre figure che è possibile identificare con Ernst Hemingway e una mecenate americana che ricorda molto Peggy Guggenheim.

Ci sono i jazz club con gli artisti fuggiti da una Berlino che dopo gli anni d’oro sta precipitando nella bufera nazista e un’atmosfera crepuscolare dell’Europa che sta per precipitare nella seconda Guerra Mondiale. L’incubo incombe anche se ai tavolini dei boulevard parigini sembra ancora irreale.

Falcó è un personaggio interessante e, nonostante il suo comportamento sia decisamente negativo, non si può non provare simpatia per lui. Nonostante sia un prezioso agente segreto dei franchisti, in realtà della politica non gliene importa nulla. Il suo unico interesse è vivere la vita al massimo, pronto, quando sarà il momento a pagare il prezzo delle proprie azioni. Conosce e ama donne bellissime. Il personaggio che più mi resterà nel cuore è Maria Onitsha, meravigliosa e bellissima cantante di origini africane, finita in Germania e poi fuggita a Parigi.

A valere da sola tutta la lettura, però, è la scena nella quale Falcó entra nello studio di Picasso e ammira Guernica, ancora incompleto. Non voglio rovinare il piacere della lettura e qui mi fermo. Leggetelo.

La trama

È la primavera del 1937, in Spagna infuria la guerra civile e l’Europa è spazzata dai venti di un nuovo conflitto mondiale. A Parigi, babele di avanguardie artistiche, esiliati e cospiratori, imperversa con il suo fascino Lorenzo Falcó, spia senza scrupoli al servizio dei franchisti e intramontabile seduttore. L’hanno inviato qui con un duplice incarico.

Fare in modo che Léo Bayard, famoso pilota francese e uomo di mondo noto alle cronache per il suo sostegno al movimento repubblicano spagnolo, finisca ucciso dai suoi stessi compagni. E per impedire a ogni costo che un dipinto a cui Picasso sta lavorando, l’opera più attesa del momento, raggiunga l’Esposizione universale. I repubblicani sperano di ottenere l’attenzione e l’appoggio della comunità internazionale.

Per mettere in atto il suo doppio sabotaggio Falcó si finge un collezionista d’arte, calandosi così in una realtà che, nonostante le ombre incombenti, ancora ondeggia tra i tavolini dei caffè e la carta da parati dei salotti letterari.

Per scoprire gli altri libri della trilogia, clicca qui.

Se ami i romanzi ambientate nella Parigi del passato, leggi anche Doris, la ragazza misto seta.

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