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recensione la regina degli scacchi

Queen’s gambit / La regina degli scacchi (No spoiler)

La serie tv di Netflix tratta dal romanzo di Walter Tevis

Recensione La regina degli scacchi, la serie tv di Netflix (Queen’s gambit)

Ho iniziato a guardare la serie tv Netflix più gettonata del momento su consiglio di amici. Perché nella mia mente vigeva l’equazione “scacchi uguale noia”. In realtà non è così. La storia di Beth Harmon, orfana e bambina prodigio, è veramente avvincente e raccontata con la qualità alla quale ormai le serie tv fortunatamente ci stanno abituando.

La protagonista è interpretata da Anya Taylor-Joy, con la regia di Scott Frank. Il romanzo di Walter Tevis dal quale è tratta è del 1983. La storia è ambientata in America, a partire dagli anni Sessanta. Splendide le ambientazioni d’epoca, i costumi, i dettagli anche nell’arredamento delle case. L’atmosfera vintage mi ha da subito coinvolta. La storia è quella di una bambina prodigio, che da un orfanatrofio nel quale finisce dopo la morte tragica della madre, personaggio complicato che resta sempre sullo sfondo, mostra il proprio genio negli scacchi.

Beth vuole affermare il proprio talento in un mondo quasi totalmente maschile e non desiste se non quando viene sopraffatta dai propri fantasmi. Di partita in partita, mi sono appassionata anche io al gioco che può essere veramente duro e spietato ad alti livelli.

Mi è piaciuto molto il rapporto che si crea tra Beth e la sua madre adottiva. Senza fare spoiler, credo che sia interessante vedere come si scoprono vicendevolmente madre e figlia.

Non mi sono invece ritrovata nelle critiche che elogiano l’aspetto della lotta di Beth per affermarsi in un mondo prevalentemente maschile. Dalla serie tv non emergono particolari difficoltà che la protagonista debba incontrare per trovare il proprio spazio. Beth se la gioca a pari con i maschi. Anzi, all’inizio la guardano dall’alto in basso, ma sono quasi tutti pronti a tenderle la mano e congratularsi. Lei stessa si comporta direi alla pari, come se fosse un protagonista maschile. I suoi principali ostacoli sono nella propria mente: alcol e pastiglie complicano la sua ascesa verso il successo, ma non di certo la mentalità maschilista dell’epoca.

Ho anche letto che le scacchiste hanno protestato perché nella serie tv sono state proposte solo partite di grandi campioni uomini e nessuna di campionesse, che pure ci sono state. C’è poi una vecchia amica che rispunta dal passato proprio in un momento provvidenziale a salvarla. Ma non dico di più.

Comunque, la visione è piacevole e la qualità della serie indiscutibile. La consiglio per i prossimi giorni di vacanza, magari per riscoprire anche il gioco degli scacchi.

Una nota sul titolo: “Queen’s gambit” è una mossa scacchistica. Il titolo italiano non rende affatto l’originale. Sembra che dato il successo incredibile della prima stagione, Netflix si stia preparando a produrre la seconda.

Qui il link per vedere la serie tv su Netflix

Un’altra serie tv con un’incredibile protagonista donna è Unorthodox.

 

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