recensione storia del nuovo cognome

Storia del nuovo cognome / Elena Ferrante

La seconda parte de "L'amica geniale"

Recensione Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

Meglio della prima parte. Storia del nuovo cognome mi ha sicuramente coinvolta di più rispetto alla prima parte, L’amica geniale.

Ritroviamo Lila e Lenù ormai giovani donne. Lila deve fare i conti con la decisione di aver sposato Stefano Carracci, Lenuccia invece affronta i primi tormenti d’amore e allo stesso tempo si dedica allo studio.

La vita sarà come sempre in salita per entrambe, anche se Lila deve affrontare problemi e situazioni più grandi di lei. Nel clima di violenza e maschilismo cui le donne sono sottoposte in questa storia, c’è poco spazio per prendere fiato. Come nella prima parte, anche in Storia del nuovo cognome, ho trovato pesante come un macigno la descrizione dell’ambiente, delle storie, di una vita spietata specialmente con le donne e i più deboli.

A parte ciò, il rapporto tra le due amiche continua a funzionare a corrente alternata. Si vogliono bene, ma si tradiscono e si fanno male continuamente. La mia antipatia per Elena è cresciuta di pagina in pagina. Il suo senso di inferiorità verso Lila le impedisce di capire le sofferenze terribili che l’amica vive ogni giorno.

La scrittura, eccessivamente descrittiva e ridondante per i miei gusti mi ha reso anche in questo caso difficile la lettura.

Il finale lascia tutto in sospeso e, ovviamente, invita a proseguire. Non so se leggerò anche la terza parte.

La trama

Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori.

Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi.

Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.

Leggi anche L’amica geniale

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