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Il rumore del mondo / Benedetta Cibrario

L’estrema metamorfosi dell’amore non è nel dolore, è la sua assenza

Che rumore fa il mondo?

Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario. Il mondo fa rumore, nel suo continuo trasformarsi, morire, rinascere. Macina vite, secoli, guerre, cambiamenti. E le nostre vite si intrecciano con questo sottofondo costante.

Mi piace immaginare così quello che Benedetta Cibrario abbia voluto dire con il suo romanzo, secondo allo Strega 2019, che ho letto in un soffio nonostante le 750 pagine.

Tanti i punti di pregio. Innanzitutto, il periodo storico: sono gli anni del Piemonte del Regno di Sardegna tra Napoleone e la concessione dello Statuto e le Guerre di Indipendenza. Un periodo di calma apparente e stabilità. In realtà sono gli anni in cui si prepara l’Unità di Italia.

L’autrice è stata bravissima nel descrivere quell’epoca con gli occhi dei suoi personaggi che, come noi, del resto, non possono immaginare cosa stia succedendo né comprendere esattamente i cambiamenti che si compiono.

Personaggi che restano come Anne, Casimiro, ed Eliza. Persone diverse: Anne, giovane donna londinese, Casimiro, nobile piemontese conservatore. Cibrario li fa incontrare, quasi scontrare e dopo tanta sofferenza qualcosa di positivo potrà nascere.

Molto più di un “romanzo storico”, Il rumore del mondo mi ha ricordato il grande romanzo ottocentesco di formazione. Ed è una delle migliori letture di quest’anno.

La trama di Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario

L’ufficiale piemontese Prospero Carlo Carando di Vignon, di stanza a Londra, sposa Anne Bacon, figlia di un ricco mercante di seta. Quando, dopo essere stata vittima del vaiolo, arriva a Torino, Anne è molto diversa.

La vita coniugale si annuncia come un piccolo inferno domestico, ma il suocero Casimiro la invita a occuparsi della proprietà del Mandrone, il cui futuro soltanto a lui – conservatore di ferro – sembra stare a cuore. Tra i due si stabilisce un’imprevedibile complicità e Anne matura amore e dedizione per la vita appartata e operosa che vi conduce. La storia della famiglia Vignon si intreccia ai fili dello spirito del tempo, e non di meno a quelli della seta.

Anne Bacon scopre come conquistarsi un posto nella storia di un paese non ancora nato, di un orizzonte ideale che infiamma il mondo. Progressisti e conservatori, al di là degli schieramenti politici, si trovano davanti alla necessità di rispondere al cambiamento e lo fanno agendo – nell’economia, nel costume, nella morale, nella cultura. E l’Italia appare, vista da lontano (complici anime migranti come Anne, e il suo entourage femminile), vista come utopia e come sfida.

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