recensione the outsider stephen king

The outsider / Stephen King

"L'Universo non ha confini"

Un delitto impossibile da spiegare.

Recensione The outsider di Stephen King. Quanto la nostra incrollabile fiducia nella scienza e in ciò che è dimostrabile in laboratorio è ben riposta?
E’ la domanda alla quale dà una risposta il “re” della paura. Lungi da me recensire il maestro. Come sempre irraggiungibile nella costruzione dei personaggi, nella psicologia e nell’indagine sul Male.

Un delitto efferato, tutte le prove che conducono verso un insospettabile allenatore. Che, però, nel giorno e nell’ora in cui un ragazzino veniva brutalmente massacrato, si trovava da tutt’altra parte.

La squadra di investigatori che indaga sul caso comprende ben presto di avere a che fare con qualcosa di molto diverso.

E così inizia la seconda parte della storia.

Non tutto può essere spiegato con ciò che vediamo, tocchiamo o possiamo misurare. Nemmeno il Male. E così, dopo una prima parte prettamente poliziesca, King nella seconda parte della storia cambia decisamente registro. Torna a parlare dei temi che da sempre lo interessano.

Nella tranquilla provincia americana, che descrive con maestria, succedono cose inspiegabili e terribili.

L’Universo non ha confini

E’ questo il messaggio che King lascia ai lettori. Per quanto ci affanniamo a misurare, spiegare, cercare la prova “oltre ogni ragionevole dubbio”, ci sarà sempre qualcosa che sfugge alla nostra razionalità.

Nella storia viene anche ben illustrato l’inesorabile meccanismo della “gogna mediatica”. Terry Maitland, presunto colpevole arrestato allo stadio davanti a tutti, da stimato cittadino diventa un reietto.

Ancora prima che compaia davanti al giudice per la prima volta, il processo dell’opinione pubblica è già terminato con una sentenza che difficilmente potrà essere cancellata nel tempo. La stessa sorte, poi, non viene risparmiata alla moglie e alle figlie, poco più che due bambine.

King non si è ancora stancato di cercare qualcosa di nuovo da dire al lettore, sempre che questi non abbia paura di ascoltare e di affrontare il lato oscuro del nostro mondo.

La trama di The Outsider di Stephen King

La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino.Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav’uomo non può essere l’assassino.Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce. E King le conosce tutte.

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