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La cattedrale del mare / Ildefonso Falcones

La storia della Barcellona del XIV secolo nelle pietre di una chiesa imponente

Lo dico da subito: questo bestseller mondiale mi ha delusa. Forse proprio perché mi aspettavo molto di più dopo le recensioni entusiastiche lette un po’ ovunque. L’idea è affascinante: il romanzo ripercorre la storia di Barcellona del Trecento attraverso la vita di Arnau, il fratello Joan e il padre Bernat. Vera protagonista, però, è la cattedrale di Santa Maria del Mar, una tra le più affascinanti chiese della capitale catalana. La chiesa viene costruita pietra su pietra con il sangue e il sacrificio del popolo, un luogo di culto della “gente”, che contiene la luce e il profumo del mare e la profonda devozione per la Vergine. Ciò detto, non sono riuscita a farmi catturare profondamente dalla vicenda. La conoscenza che Falcones, avvocato al suo romanzo d’esordio, ha della storia di Barcellona è evidentemente profonda, ma spesso l’elenco di fatti e particolari è troppo lungo e risulta noioso. Non sono riuscita ad affezionarmi più di tanto ai protagonisti, nonostante Arnau e Joan abbiano tutte le caratteristiche per “catturare” l’attenzione del lettore. Forse manca, per me, un salto di introspezione psicologica ulteriore. Mi sono sembrati “piatti”. Per il resto, il mio problema è sempre lo stesso, appena leggo un libro mi viene voglia di partire per la città in cui è ambientato… e a Barcellona si torna sempre volentieri!!!!

LA TRAMA

Nella Barcellona del XIV secolo il piccolo Arnau rimane incantato dal cantiere della chiesa di Santa Maria del Mar, nel quartiere della Ribera. Figlio di un servo fuggiasco, Arnau affronterà difficoltà e ingiustizie e la sua esistenza si intreccerà con la costruzione della “cattedrale del popolo”. Come gli aveva insegnato il padre Bernat, lotterà sempre per restare un uomo libero.

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