La sostanza del male

La sostanza del Male / Luca D’Andrea

Il lato oscuro della Montagna tra ghiacciai e vallate alpine

Voglia di fare la valigia e partire immediatamente per le Dolomiti e, al tempo stesso, un senso di inquietudine. Sono le sensazioni che rimangono dopo aver divorato in pochi giorni “La sostanza del male” di Luca D’Andrea. Un thriller che mi è stato consigliato dai librai Maurizio e Fabrizio Leone di Stresa e che si è rivelato una sorpresa inaspettata.

Un regista americano, Jeremiah Salinger, si trasferisce in Alto Adige nel paese d’origine della moglie e inizia a girare un format a puntate, un “factual”, sul Soccorso Alpino Dolomiti. Una tragedia improvvisa sconvolge però i suoi piani e lo mette a confronto con l’aspetto spaventoso e misterioso della montagna. Salinger per caso viene a conoscenza di un segreto terribile che la memoria collettiva del paesino sembra aver sepolto. Nonostante tutti gli ostacoli, mettendo a repentaglio anche il suo rapporto con la moglie Annelise e la vita di sua figlia Clara, Salinger decide di andare a fondo.

Dirò subito che il finale mi ha delusa: troppo macchinoso e complicato, come purtroppo spesso accade nei thriller. Per il resto, la storia mi ha coinvolta. Sarà perché amo la montagna e la trovo splendidamente descritta da De Luca, sarà perché mi ha fatto scoprire il Geoparco del Bletterbach e i suoi fossili che raccontano da dove veniamo. Ho apprezzato i personaggi, in particolare quello della piccola Clara e del suocero di Salinger, il vecchio Werner, fondatore del Soccorso Alpino Dolomiti, che riescono a non essere comunque scontati e banali.

La scrittura è scorrevole, ma non piatta. Incipit ad effetto che afferra il lettore (“Nel ghiaccio prima si sente la voce della Bestia, poi si muore”) e lo porta con sé nelle profondità della Terra e sulle vette di ghiaccio dove la neve, spesso, si macchia di sangue.

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