Eccomi / Jonathan Safran Foer

Una famiglia sull'orlo della crisi

La storia di una famiglia che vuole continuare ad essere tale nonostante il divorzio. La storia di due persone che si sono amate molto, ma che si rendono conto del fatto che quell’amore è ormai svanito. Tutto nel tumulto dei preparativi della festa di Bar Mitzvah del figlio maggiore. “Eccomi”, la parola pronunciata da Abramo a Dio che gli chiede di sacrificare suo figlio Isacco, è un romanzo ricco di spunti di riflessione, ma soprattutto di emozioni. Al di là dei numerosi riferimenti alla religione e all’identità ebraica che non sempre mi è stato facile comprendere, c’è la storia di una coppia che fatica a riconoscersi dopo la nascita di tre figli e il turbinio della quotidianità che ha cancellato la complicità, l’amore, la voglia di progettare insieme il futuro. Una scoperta dolorosa, ma al tempo stesso liberatoria. Si vivono il dolore e la paura di “lasciar andare” tutto ciò che ha caratterizzato la vita della famiglia fino a quel momento, compreso l’ormai vecchio e malato cane Argo. Tanti i temi in un libro a tratti abbastanza impegnativo e, al contrario, a tratti lirico e divertente. Una lettura che consiglio a chi ha voglia di avventurarsi in un viaggio in cui non c’è nulla di scontato e agli amanti della letteratura più raffinata.

La citazione: “Non era sua moglie, non in quel momento, ma era la donna che aveva sposato: una persona, più che una dinamica”.

LA TRAMA

Una famiglia sull’orlo della crisi a Washington. Jacob, Julia e i loro tre figli fanno i conti con la propria vita e le diverse infelicità. Nel frattempo arrivano i cugini da Israele per il Bar Mitzvah del figlio tredicenne. Tra tradimenti coniugali (presunti o veri), domande esistenziali dei figli, pensieri suicidi del nonno, malattia del cane, un terremoto distrugge Israele. E tutto precipita in poche ore.

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