La consonante K / Davide Morganti

"Giustizia ed uguaglianza non sono idee malvagie". "Peccato che siano rimaste nei libri" rispose Zinaida.

Un viaggio attraverso i muri della Storia d’Europa (e le cadute)

Recensione La Consonante K di Davide Morganti. Dalla costruzione del Muro di Berlino alla caduta delle Torri Gemelle, “La consonante K” di Davide Morganti è un viaggio vorticoso nella Storia dell’Europa e dell’America.

Cadono i muri, cadono le certezze. Gli uomini e le donne dell’Europa si aggirano tra le macerie delle ideologie, dei poteri “forti”.

I personaggi sono tantissimi, compaiono e scompaiono attraverso i capitoli, si fanno ritrovare. Elementi di realismo magico, di Storia vera, tratti poetici e riflessivi seguiti da momenti di ironia. “La consonante K” è tutto questo e molto di più.

Un caleidoscopio di storie

Nonostante ciò, il romanzo, appare come un caleidoscopio di storie in cui niente è artificioso. Il lettore si trova di fronte, ad esempio, alla resurrezione di Lenin dal proprio mausoleo per diventare un buttafuori in discoteca, come se si trattasse di un fatto naturale.

Come un medico che vede cadere in casa propria i mattoni del Muro di Berlino, o un cane che controlla lo spaccio di droga a Mosca. Un uomo si allena al salto con l’asta per superare il Muro di Berlino.

Perché ogni personaggio, seppur immerso in situazioni surreali, ha una propria verità. E una propria drammatica poesia. Seppur a tratti anche molto divertente, il libro mi è parso pervaso da un’aura di malinconia.

Consiglio la lettura a chi ama la Storia e non si spaventa di fronte a un romanzo non convenzionale, non resterete certo delusi. Anche perché Morganti dà un’ottima prova di scrittura, riuscendo a dominare una trama molto complessa, organizzando la comparsa di numerosi personaggi.

La trama

“La consonante K” è un “febbrile generatore” di storie, tra gli anni Cinquanta del Novecento e l’inizio del nuovo  millennio, raccontando la fine delle ideologie e quello che ne è seguito.

I personaggi si muovono tra Germania e la Russia,  l’Olanda e l’Estonia, gli Stati Uniti e il Messico.

Tutti sono legati da fili sottili, e tutti, con le loro incredibili avventure, sono l’emblema dell’umanità, che si trova di fronte al “crollo di un mondo  incapace di uscire dal suo folle cimitero chiamato Storia”.

 

 

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