Il cielo dopo di noi / Silvia Zucca

Il filo sottile tra passato e presente

Il filo tra il passato e il presente e il peso dei ricordi

Recensione Il cielo dopo di noi di Silvia Zucca. Il peso dei ricordi, del passato, il senso di colpa e i legami familiari: sono i temi principali di questo romanzo.
Miranda è una giovane donna che ha deciso da ormai 12 anni di rompere i rapporti con la propria famiglia e, soprattutto, con Alberto, il papà che amava tantissimo e che vedeva come un riferimento.

Quando sua sorella la chiama per dirle che il papà è sparito, però, Miranda non può fare a meno di cercarlo. Una lettera della nonna la conduce in un paesino immerso nei vigneti piemontesi, Sant’Egidio dei Gelsi. Lì Miranda incontra una piccola e vivace comunità e deve fare i conti con il passato di suo padre e di sua nonna, Gemma, per riconciliarsi con il suo presente.

Gemma e Alberto nel 1944

La storia si svolge su due piani paralleli. Oltre alla vicenda di Miranda, infatti, c’è quella di Gemma e Alberto, fuggiti ai bombardamenti di Milano per trovare un riparo nella casa in campagna di uno zio che è sparito nel nulla.

Il piccolo Alberto esplora la realtà intorno a sé e incontra persone che cambieranno la sua vita. A cominciare da Anna, la figlia del podestà, una ragazzina ribelle che sogna di unirsi a suo fratello che si è unito ai partigiani. E poi c’è il luogotenente Bonfanti, un fascista che si è unito alle SS, che si lega moltissimo al bambino. A complicare tutto ci si mette anche un soldato americano, caduto con un aereo nel bosco.

Una storia complessa, quasi un romanzo corale nel quale ogni personaggio ha una propria vicenda da raccontare. Miranda scopre che quello che è avvenuto settant’anni prima ancora condiziona la sua vita. Comprende che è fondamentale riconciliarsi con il passato per andare avanti. Quello che invece non è riuscita a fare nonna Gemma, che ha vissuto con un senso di colpa per fatti terribili che non dipendevano certo da lei.

E’ quello che ci insegna il cielo, sopra tutto, sopra i vigneti, sopra le storie, i drammi e gli sbagli degli uomini, che è lì da sempre e lì resterà, anche dopo di noi.

Un romanzo che va nel profondo

Consiglio la lettura di questo romanzo perché si tratta di una storia che scava nel profondo dell’animo umano, senza paura di affrontare temi importanti e difficili. Si parla del 1944, un anno difficilissimo per l’Italia, che provocò ferite profondissime soprattutto nei territori occupati dai nazisti.

Fatti che, però, inspiegabilmente spesso appaiono rimossi dalla memoria delle persone. Non è accaduto solo nel romanzo a Sant’Egidio dei Gelsi, ma è quello che avviene in moltissime comunità dilaniate da stragi e violenze di quegli anni bui.

Silvia Zucca non ha paura di andare a fondo, anche quando parla dei rapporti tra genitori e figli. Per questo credo che il risultato sia un romanzo sincero, appassionante come un thriller sul finale e che offra spunti di riflessione.

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