La ragazza con la Leica / Helena Janeczek

Quest’anno il Premio Strega mi ha delusa

Recensione La ragazza con la Leica di Helena Janeczek. Lo dico da subito: mi sarei aspettata molto di più dal libro vincitore del Premio Strega 2018. Forse perché l’anno scorso avevo apprezzato moltissimo Le otto montagne di Paolo Cognetti, o forse perché mi ero appassionata moltissimo a La Corsara di Sandra Petrignani, splendido ritratto di Natalia Ginzburg e della sua epoca.

Ma veniamo a La ragazza con la Leica, il vincitore di questa edizione. La storia di per sé è interessante: si parla di Gerda Taro, la giovane e intraprendente fotografa, prima a morire (a 27 anni) su un campo di battaglia durante la Guerra civile spagnola, che voleva documentare con la sua Leica.

Janeczek per raccontare Gerda ha approfondito moltissimo i documenti, le fotografie, le biografie a disposizione. Ma è come se preferisse farla emergere attraverso le amicizie, gli spasimanti, le persone che l’hanno conosciuta.

L’intento è sicuramente quello di far emergere la figura di una donna piena di vita, intelligente, seducente. Eppure non è scattato alcun feeling né con la protagonista, né con gli altri amici che l’hanno conosciuta.
Non mi è piaciuto lo stile della scrittura, anche se di ottimo livello, elegante e ricercato, forse troppo. Non sono riuscita a entrare nella storia, pur ritenendo molto interessante il soggetto e l’intento di rendere giustizia alla figura di una donna coraggiosa che fu molto di più della “compagna di Robert Capa” come viene ricordata.

Premio Strega meritato? Non so dirvelo

Spero che altri lettori possano avere un rapporto migliore con questo romanzo, e riuscire ad apprezzarlo. Ciò non toglie l’alta qualità del lavoro dell’autrice. Se lo Strega fosse meritato o meno non lo so, prima voglio leggere tutti gli altri. Fatto sta che la vittoria di Cognetti l’anno scorso aveva avuto una ripercussione immediata, con Le otto montagne che avevano scalato tutte le classifiche.

Il romanzo di Cognetti era sicuramente molto più coinvolgente, leggibile, scorrevole, pur mantendendo un ottimo livello sia di scrittura che di contenuto. Certo, non c’è nulla di più soggettivo del giudizio su un libro. Spero quindi che in molti altri possano apprezzare La ragazza con la Leica. Io passo felicemente ad altre letture.

 

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