Si scioglie / Lize Spit

Cosa accadde a Eva nell'estate del 2002?

La carezza che non c’è

Recensione Si scioglie di Lize Spit

Non cercate una carezza nel romanzo della giovane scrittrice fiamminga Lize Spit: non la troverete. Eppure avvertirete più volte l’impulso di fermarvi per sfiorare e abbracciare i giovani e disperati protagonisti di questa storia. Non lo farà l’autrice, che racconta fino all’ultima pagina una storia forte, di solitudine, incomprensione e violenza. Si parla di adolescenti incompresi e ignorati spesso dagli adulti. Ragazzini ai quali nessuno ha mai insegnato ad amare.

Un lungo flashback

La protagonista del romanzo è la trentenne Eva. Quando riceve il biglietto di invito alla festa per ricordare Jan, scomparso prematuramente, e che compirebbe trent’anni, la sua mente torna all’estate del 2002. Inizia così il racconto di un’amicizia, quella di Eva con Pim e Laurens, che si erano ribattezzati “I tre moschettieri”, del  suo rapporto con i fratelli, Jolan e Tesjie, e con i genitori alcolizzati.

Al lettore viene rivelato subito che in quell’estate accadde qualcosa di terribile. Non solo la morte di Jan, fratello maggiore di Pim, ma un fatto che ruppe per sempre il legame di Eva con i due amici. Come in un thriller, in un ingranaggio perfetto, solo alla fine si svelano tutti i segreti inconfessabili e si comprende anche il titolo del libro.

Come in un indovinello

La storia è legata a un indovinello, un gioco malato che Pim e Laurens ed Eva, suo malgrado, conducono per tutta l’estate del 2002. Nel frattempo Eva osserva la piccola Tesjie che rivela giorno dopo giorno i sintomi di gravi problemi psichiatrici, mentre i genitori non si accorgono di niente.

La storia si svolge in un piccolo paese di campagna nei pressi di Bruxelles, un luogo apparentemente tranquillo e a misura di ragazzo, ma che nasconde in realtà un profondo disagio legato ad alcol, ignoranza e solitudine. Il disperato bisogno di affetto di Eva non trova risposta né nella famiglia né da parte degli amici.

Il lettore cerca fino all’ultimo una via d’uscita che non gli viene però donata. C’è solo la verità, cruda e gelida come un blocco di ghiaccio, che va affrontata. Ciò nonostante, a parte alcune pagine molto dure, Spit riesce a regalare anche momenti lirici e delicati, che rendono questo romanzo un libro da leggere, per chi non cerca per forza consolazione nella letteratura.

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