Ladre di felicità / Milena Costagliola

"La costruzione di un amore spezza le vene delle mani..."

Recensione Ladre di Felicità di Milena Costagliola

Due donne, due “ladre di felicità”, Giulia e Angela, sono le protagoniste del romanzo d’esordio di Milena Costagliola. La storia è ambientata a Napoli, dai quartieri periferici degradati agli splendidi scorci sul mare. Giulia è moglie e madre di tre figli e vive completamente assorbita dai suoi doveri familiari.

Sarà l’incontro con Angela, fotografa, donna indipendente e coraggiosa, a farle capire quanto si sia dimenticata di se stessa e di cercare la vera felicità. Tanto più che il marito di Giulia, Stefano, si allontana per motivi di lavoro e il loro rapporto è sempre più fragile. Grazie ad Angela, Giulia riscopre se stessa e impara, nonostante ostacoli e difficoltà, cosa significa amare. Allo stesso tempo, però, si troverà a dover scegliere tra i propri figli e la felicità.

Solo con il tempo e tanto coraggio Giulia impara che la felicità non consiste in istanti rubati come una ladra, ma può essere conquistata e diventare parte della vita. Come si legge nel testo della canzone di Ivano Fossati citata nel libro, “la costruzione di un amore spezza le vene delle mani”.

Il romanzo è ben scritto e ben congeniato. La storia mi ha appassionata e, da subito, volevo sapere cosa sarebbe accaduto a Giulia. I personaggi sono descritti in modo approfondito, coerente e con verità, tanto che posso dire di essermi affezionata a Giulia ed Angela e sarei curiosa di sapere cosa accadrà nel loro futuro.

Ho apprezzato anche le descrizioni di Napoli, città splendida e dalle mille contraddizioni. L’autrice evita i pericolosi cliché e le frasi scontate, ben curando la scelta delle parole.

Un ottimo romanzo d’esordio, per nulla scontato.

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