Nel guscio / Ian Mc Ewan

"Potrei anche esser confinato in un guscio di noce e sentirmi il re di uno spazio infinito..."

RECENSIONE NEL GUSCIO DI IAN MC EWAN. Superlativo, virtuosistico, ironico, pungente e al tempo stesso con la giusta dose di suspence di un thriller. Un esercizio di stile che dimostra come la letteratura possa superare ogni confine, anche quello sacro del sacco amniotico e dare voce, corpo e passione a un feto.

La placenta, il “guscio”, è lo spazio angusto in cui è imprigionato il protagonista, che, a differenza di quanto si possa pensare di un feto, ama il buon vino, la poesia e la politica internazionale, e scopre ogni istante ciò che succede intorno a lui, “fuori”. Il mondo in cui nascerà non appare affatto accogliente, ma la voglia di vita supera tutto, insieme a quella della vendetta.

McEwan scrive magistralmente un romanzo che appare come un esercizio di bravura, un gioco raffinato che è un vero piacere per la mente e un godimento per il lettore.  La regina Gertrude diventa così Trudy, bellissima ma sconclusionata, re Claudio è Claude, ignorante e avido agente immobiliare. E poi ci sono numerosi altri riferimenti, da divertirsi a scoprire durante la lettura. Da non perdere.

TRAMA

Nello spazio angusto della pancia della mamma un feto percepisce suoni, rumori, emozioni. Il piccolo si rende conto che la donna che sta per dargli la vita si sta però macchiando di un atroce delitto: con l’amante trama di uccidere il padre di suo figlio per potersi impadronire della casa di famiglia e venderla.

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