Torto marcio / Alessandro Robecchi

Alla fine, nessuno avrà ragione

Un thriller di qualità, una riflessione amara e ironica sulla società attuale, un ritratto romantico e spietato di Milano. “Torto marcio” è tutto questo e molto di più. Un altro centro fatto dalla casa editrice Sellerio che non delude mai. In questo affresco in cui tre misteriosi delitti sono solo un pretesto per raccontare rancori sepolti e frustrazioni, appaiono la Milano del lusso e quella dei casermoni occupati. Ci sono gli stranieri, che si contendono con i “boss” italiani preesistenti gli spazi per spaccio e altri traffici, ci sono gli anziani che vivono in miseria con 500 euro al mese. C’è la tv che propina storie di cronaca condite con lacrime e interviste di ospiti pagati per andare in studio a farsi sbranare dalla conduttrice spietata. E poi c’è la stampa che a suon di titoloni cerca di interpretare la presenza di un killer che uccide solo ricchi nella “capitale morale” e degli affari d’Italia. Un assassino che ha una “firma” inquietante: lascia un sasso sui corpi delle vittime. Cosa vorrà dire?

Si batte la pista islamica, ma le radici del crimine affondano in fatti sepolti nel passato. Mentre una task force di super esperti mandata dal Ministero brancola nel buio, la squadra della Questura conduce un’indagine sotto traccia e inizia a scavare, indietro nel tempo.  E poi ci sono Carlo e Oscar, due “detective” molto particolari che svolgono un’altra inchiesta parallela. Carlo, autore televisivo di un programma trash e cultore di Bob Dylan, e Oscar, un mix tra un cronista e un investigatore privato. Per scoprire che, alla fine, avevano tutti “torto marcio”.

Un romanzo da non perdere, che consiglio non solo a chi ama il giallo. Era da un po’ che non trovavo un libro ambientato nella Milano di oggi. Una lettura veramente sorprendente, consigliatissima.

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2 Comments
  • Gianluigi Grassi
    Posted at 09:47h, 25 luglio Rispondi

    Lettura interessante ed avvincente, Un buon suggerimento, grazie.
    A mio parere anche ben scritto e per chi che, come me, ha vissuto e vive nei luoghi e nell’intero periodo storico a cui fa riferimento la trama il libro e’ molto evocativo, Per certi versi un viaggio nella memoria della propria giovinezza trascorsa in anni non proprio facili.
    Purtroppo precisa e puntuale la descrizione di alcuni aspetti della società milanese di oggi con i suoi beceri luoghi comuni sostenuti ed alimentati da ignoranza e meschinita’ quando non da violenza ed illegalità. In certi tratti ho provato lo stesso malessere che spesso accompagna la lettura quotidiana delle “notizie” che ci sono proposte dai vari mezzi di “informazione”.
    Giudizio comunque positivo, libro consigliato.
    Una piccola precisazione che niente toglie alla validità del tessuto narrativo e che riporto in quanto “residente”: per lanciare qualcosa sulla riva del canale Villoresi dall’autostrada bisogna essere almeno olipionici del lancio del peso, da diversi anni infatti e’ stata eretta in quel preciso punto un’alta muraglia fonoassorbente vista la vicinanza delle abitazioni alla trafficatissima autostrada.
    Buona giornata e buone letture

    • Meg
      Posted at 10:06h, 25 luglio Rispondi

      Grazie Gianluigi per questo commento approfondito e interessante! Interessante il tuo racconto su Milano, tra passato e presente… quanto alla “licenza poetica” sul canale Villoresi, ottimo spirito di osservazione!!! Buone letture a te e torna a trovarmi!!!

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