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Norwegian Wood Tokyo Blues / Murakami Haruki

Un libro che resta nell'anima, come le ultime note di una canzone struggente aleggiano nell'aria

Lo so, sono di parte! Amo troppo Murakami e adoro tutto ciò che scrive, ma se l’ho scoperto è stato proprio grazie a “Norwegian Wood”. Una lettura che mi ha aperto gli occhi sul mondo magico, onirico, ed estremamente malinconico di questo scrittore giapponese. Credo che possa essere un buon inizio per tutti coloro che vogliono approcciarsi a Murakami, senza magari iniziare con titoli più impegnativi, come ad esempio, 1Q84, di cui vi avevo già parlato.

“Norwegian Wood” è per me un libro del cuore, uno di quei romanzi struggenti che, anche a distanza di anni, ti lasciano qualcosa che rimane nell’anima. Un lungo flashback a ritroso negli anni per raccontare la vita di Watanabe Tōru, attraverso gli amori, le perdite e le difficoltà dell’adolescenza. Il suicidio e il lutto sono temi che emergono con forza, così come la fragilità e la solitudine di fondo di ciascuno, ma, alla fine, il messaggio che mi è sembrato di cogliere è la necessità di accettare la morte come parte integrante della vita. Una curiosità: il romanzo è stato scritto tra la Grecia e l’Italia, in particolare in Sicilia e a Roma.

TRAMA
Tutto parte da una canzone, “Norwegian wood” dei Beatles che riporta alla mente del protagonista, Watanabe Tōru, atterrato all’aeroporto di Amburgo, l’incontro avvenuto diciassette anni prima con Naoko, fidanzata del suo unico amico Kizuki, morto suicidia poco tempo prima. Da lì il racconto degli anni dell’università, delle rivoluzioni, degli amori (corrisposti e non) e delle amicizie di Watanabe.

 

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1 Commento
  • samanta giambarresi
    Pubblicato alle 22:24h, 29 Maggio Rispondi

    Murakami è nella mia lista tra i libri/scrittori da leggere… la lista è sempre più lunga perché i libri interessanti sono tanti e il tempo sempre poco. Grazie per il consiglio,

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