Quello che non uccide / David Lagercrantz

"Tu picchia forte e senza pietà. Devi diventare una guerriera". Il ritorno di Lisbeth Salander

Lisbeth Salander è tornata. Devo ammettere di aver aspettato molto prima di leggere il quarto capitolo della sagra di Millennium, pur avendo adorato i primi tre libri. Anzi, ho aspettato proprio perché ho apprezzato troppo la trilogia di Stieg Larsson, prematuramente scomparso, e temevo di rimanere delusa dal sequel firmato da un altro attore.
Invece no. Lagercrantz è riuscito in un’impresa rischiosissima. Ha riportato i lettori nella redazione della rivista d’inchiesta Millennium, dove l’integerrimo giornalista Mikael Blomkvist si trova ad affrontare un periodo di crisi creativa. Ma soprattutto ci permette di rincontrare Lisbeth, la hacker che “odia gli uomini che odiano le donne”. Un’eroina punk che non può che farci appassionare. In questo quarto capitolo della saga inoltre arriva un regalo inaspettato, è il piccolo August. Bimbo autistico, con doti eccezionali che lo rendono un savant, riporta Lisbeth all’infanzia terribile che ha vissuto. Non solo: entrano temi attuali come quello della privacy, dei “Grande Fratello” che controllano la società e della criminalità che si lega sempre più ai forti poteri economici. E poi c’è l’anti-Lisbeth, la gemella Camilla, una nemica che sicuramente tornerà in futuro, come si intuisce dal finale.

Un romanzo in cui la suspence è assicurata, in cui tutto fila senza forzature e con alcuni delicati momenti di poesia. Lagercrantz non mi ha delusa.

TRAMA

Nel quarto capitolo dell’amata saga Millennium, Lisbeth Salander si trova alle prese con l’ennesimo caso di un “uomo che odia le donne”. Questa volta dovrà salvare un bambino autistico che si rivela un genio della matematica, mentre il giornalista di inchiesta Mikael Blomkvist si trova invischiato in un intrigo internazionale che gli cade addosso in un periodo di crisi creativa.

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2 Comments
  • Valeria
    Posted at 17:40h, 09 dicembre Rispondi

    Io invece sono rimasta un po’ spiazzata. Ho amato molto la saga di Larsson e non vedevo l’ora di tornare ad immergermi in quel mondo…Lagercrantz ci ha provato, di sicuro, ma secondo me non è riuscito a ricreare la stessa magia, i personaggi sembrano mancare di spessore e soprattutto ho trovato che in questo libro ci sia decisamente troppa carne al fuoco (hacker, intelligenza artificiale, la sorella di Lisbeth…si potrebbe scrivere un libro su ognuno!!).

    • Meg
      Posted at 18:39h, 09 dicembre Rispondi

      Dici? Forse la mia memoria di Larsson si era annebbiata nel tempo… o forse era troppa la gioia di ritrovare Lisbeth e ho perso obiettività! Vedremo come se la caverà con il prossimo che, pare, uscirà a inizio 2017! Grazie Vale!

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